Ebbene si, dopo tanto tempo rieccomi qui a scrivere!
Scusa, mio inesistente pubblico, per questo lungo silenzio.
Per riassumere a tuo beneficio come la sottoscritta ha trascorso gli ultimi due mesi,ti dirò che la scuola è finita. Il che sarebbe un bene, ma ho notato un piccolo, indisponente particolare legato a ciò: mi annoio a morte. Non so più cosa fare. Passo le mattine dormendo vergognosamente, e i pomeriggi sciogliendomi dal caldo. Tutti i miei barlumi di speranza sono le serate a San Giorgio e i giovedì (qui fanno un bel mercatino)
Per onorare l'esordio di queste splendide serate, che da qui in poi diventano pressoche continue, voglio fornire allo stimabile pubblico una dilettevole descrizione di come si diverte la gioventù alternativa delle Marche (perchè odia la discoteca, mica per altro).
Dunque, è mia opinione che la gente vada in discoteca perchè cerca, senza alcun dubbio, una sorta di.. senso di condivisione e unione. Durante i miei giovani anni di ingenuità, seguivo le mie amichette in discoteca per sentirmi parte di qualcosa, di quella parte di mondo viva e pulsante (e sudata, aggiungere. La percezione del sè si annulla, si è un tutt'uno con gli altri. Piccolo inconveniente: la discoteca crea una mera illusione di di condivisione. Cosa si ha davvero in comune con quella gente? Non li si ha mai conosciuti, non ci si ha mai parlato, non si saprà mai nulla di loro. Ci si ritrova ammucchiati, così. Senza motivo.
La differenza quando siamo noi ad andare a una "serata", cioè solitamente quando suona un gruppo di amici nostri molto molto bravi che fa musica molto molto bella (De Andrè, Battiato, Rino Gaetano ecc.), è che c'è un senso di condivisione molto più reale. Si conosce bene o male di vista tutti i presenti. E poi sono certa, sicura, che se quella gente balla li al mio fianco, ha molto in comune con me. Se balla "Cohiba" con me, vuol dire che siamo molto simili, più di quanto possa sembrare. Nella musica c'è molto, a unire le persone. Non si può ballare canzoni del genere senza condividerne le idee. E io mi sento in mezzo a tanti fratelli.
Come suona poetico, vero?
Sabato sera io e Anna abbiamo passato due ore e oltre, fin quasi alle due del mattino, sfiatandoci e ridendo in maniera a dir la verità un po' isterica. Ci siamo ritrovati tuti, gli universitari reduci dagli esami (il che ha comportato un bell'abbraccio collettivo), i maturandi (tra cui una depressissima che non ha voluto dirci perchè) e noi altri piccoli.
Che bello essere tornati alla solita estate.
La prossima volta che scriverò sarà certamente una volta tornata dalla Spagna, e credo che sarà qualcosa di più interessante di questo discorso manco scritto tanto bene.
Ah, beh.
Peace&Love,
Lady Madonna
Ogni giorno mi imbatto in questo sottile paradosso, questo frenetico cercare tra la gente il bene supremo nel luccicare di vetrine o in uno spaventoso nulla, ansimante..ma se vivessimo per sempre,allora capiremmo?
Lady Madonna, children at your feet!
This is how I don't wanna be!
Informazioni personali
martedì 6 luglio 2010
martedì 11 maggio 2010
Ha mai pensato al moto rotatorio della matita?

Routine.
Giorno dopo giorno, passano i minuti, le ore.
Le cose sono sempre le stesse.
Solita, rassicurante, noiosa routine.
L'unica piccola controindicazione della suddetta rutine è che, come ho avuto modo di constatare ultimamente,tende ad avere lo spiacevole effetto di attutire le mie percezioni.
Oddio, non intendo tatto, gusto, udito ecc., quanto le percezioni più profonde.
Mano a mano, sembra che la quotidianità impedisca di vedere le piccole cose. I particolari, insomma.
Non posso fare a meno di pensare che un mese fa camminavo davanti alla scuola, e guardavo a terra; nulla di strano, una cosa che faccio da anni senza quasi rendermene conto. Ma, all'improvviso, è successa una cosa inaspettata: sull'asfalto, disegnato da un probabilme bastoncino cissà quanto tempo fa, c'era un simbolo dello ying e yiang, inciso proprio ai piedi di uno degli alberi ornamentali. Ci credereste? Due anni e io non me ne ero mai accorta. Una cosa così carina era lì da chissà quanto tempo, ed io ero così presa nella routine da non vederla neanche passandoci sopra. Stavo per mettermi a piangere, per quanto mi sentivo in colpa.
Non so se questo è un effetto che subisco solo io oppure è comune a tutti.
Comunque ho deciso che non devo lasciarmi abbindolare: da un po' di tempo a questa parte credo di essere riuscita, se non a evitare, almeno a notare gli effetti della quotidianità. E cerco di evitarli.
L'altro ieri V. mi ha detto sottovoce, durante l'ora di inglese:
-Hai mai pensato al moto rotatorio della matita?-
Io:- In che senso?-
V.:- Quando la fai girare, e disegni un cerchio. E magari giri anche con il piede, così, per accompagnarla. Non è bellissimo?-
Poi, dopo qualche secondo, si è messo le mani nei capelli esclamando:
-Oddio, non ho nulla a cui pensare, vero?-
Però aveva ragione. Non avevo mai pensato al moto rotatorio della matita. E facevo male, perchè è vero che è bellissimo, magari accompagnato dal piede che gira anche lui.
Peace&Love,
Lady Madonna
domenica 18 aprile 2010
Smisurata preghiera!
Non sono mai stata molto credente, tuttavia a volte ho un bisogno indecente di lamentarmi per tutto quello che va storto.
Di cose che vanno storte ce ne sono a bizzeffe. Ora, il punto è: riusciamo o non riusciamo a sopportare l'idea che non ci sia assolutamente un motivo per il quale vanno storte?
Abbiamo bisogno di sentirci rassicurati dall'idea che qualcuno un giorno possa ripagarci, magari con felicità, una vita eterna, un mondo migliore fatto solo di cose che l'aggettivo "storto" non sanno neanche dove sta di casa. Però, ecco, quando non credi che ciò sia vero la cosa forse diventa complicata.
Oddio, francamente io non trovo affatto drammatica l'idea di essere solo il frutto di bizzarre combinazioni chimiche. Mi sento un frutto molto fortunato. Non vedo perchè dovrebbe essere così terribile il non avere uno scopo. La vita non ha senso. E allora, dov'è il dramma? Forse per questo ha meno valore?
Bah, io credo che sia solo un incetivo in più+ per goderne. Adoro la vita. Va tutto storto, sbilenco, acciaccato, ma la adoro lo stesso. E quando sarà stanca, è rassicurante pensare che ci penserà la morte ad aiutarmi a tornare un groviglio di molecole ce si disperdono nell'atmosfera, a formare nuove cose. E' una bella cosa, la morte, per chi muore senza rimpianti e senza dolore.
Però, il fatto è questo: la paga per tutto l'impegno, tutta la costanza che metto in ciò che faccio, me la danno solo coloro a cui faccio bene. C'è chi di questo non si accontenta, ma a me sta bene comunque :D
Dunque, il titolo della nota era "smisurata preghiera", come la canzone di De Andrè. Non a caso: la dedico a tutti i "servi disobbedienti alla legge del branco", che con perseveranza continuano a tentare, a sopravvivere in questo mondo un po' malandato. E se c'è un Dio, allora sono certa che sarà loro molto grato.
Peace&Love,
Lady Madonna
Di cose che vanno storte ce ne sono a bizzeffe. Ora, il punto è: riusciamo o non riusciamo a sopportare l'idea che non ci sia assolutamente un motivo per il quale vanno storte?
Abbiamo bisogno di sentirci rassicurati dall'idea che qualcuno un giorno possa ripagarci, magari con felicità, una vita eterna, un mondo migliore fatto solo di cose che l'aggettivo "storto" non sanno neanche dove sta di casa. Però, ecco, quando non credi che ciò sia vero la cosa forse diventa complicata.
Oddio, francamente io non trovo affatto drammatica l'idea di essere solo il frutto di bizzarre combinazioni chimiche. Mi sento un frutto molto fortunato. Non vedo perchè dovrebbe essere così terribile il non avere uno scopo. La vita non ha senso. E allora, dov'è il dramma? Forse per questo ha meno valore?
Bah, io credo che sia solo un incetivo in più+ per goderne. Adoro la vita. Va tutto storto, sbilenco, acciaccato, ma la adoro lo stesso. E quando sarà stanca, è rassicurante pensare che ci penserà la morte ad aiutarmi a tornare un groviglio di molecole ce si disperdono nell'atmosfera, a formare nuove cose. E' una bella cosa, la morte, per chi muore senza rimpianti e senza dolore.
Però, il fatto è questo: la paga per tutto l'impegno, tutta la costanza che metto in ciò che faccio, me la danno solo coloro a cui faccio bene. C'è chi di questo non si accontenta, ma a me sta bene comunque :D
Dunque, il titolo della nota era "smisurata preghiera", come la canzone di De Andrè. Non a caso: la dedico a tutti i "servi disobbedienti alla legge del branco", che con perseveranza continuano a tentare, a sopravvivere in questo mondo un po' malandato. E se c'è un Dio, allora sono certa che sarà loro molto grato.
Peace&Love,
Lady Madonna
giovedì 18 marzo 2010

"...Ma i veri viaggiatori sono soltanto quelli
che partono
per partire; cuori leggeri, simili a
palloncini,
non si allontano mai dal proprio destino
e senza sapere perché, dicono ogni volta:
"Andiamo"!
Sono quelli i cui desideri hanno la forma di nuvole,
quelli che sognano, come fa la recluta con il cannone,
piaceri immensi, mutevoli, sconosciuti,
di cui l'animo umano non ha mai conosciuto il nome!"
"Il viaggio",Charles Baudelaire
Partiamo, partiamo, partiamo.
Peace&Love,
Lady Madonna
giovedì 18 febbraio 2010
Metereopatia
Ho appurato che mesi e mesi di malinconia possono facilmente imputarsi a mesi e mesi di dannatissima PIOGGIA, NEBBIA, FREDDO CHE TI GELA LE OSSA.
Da questo deduco che prima di diagnosticare una depressione, ogni psicologo dovrebbe accertarsi dello stato meteorologico in cui vive il suo paziente.
Mi sono bastate cinque ore di cielo azzurro per diventare irrefrenabilmente eccitata ed allegra. Straordinarie proprietà curative della natura!!!!
Peace&Love,
Lady Madonna (in fiore)
Da questo deduco che prima di diagnosticare una depressione, ogni psicologo dovrebbe accertarsi dello stato meteorologico in cui vive il suo paziente.
Mi sono bastate cinque ore di cielo azzurro per diventare irrefrenabilmente eccitata ed allegra. Straordinarie proprietà curative della natura!!!!
Peace&Love,
Lady Madonna (in fiore)
venerdì 5 febbraio 2010
Nostra Signora dell'Ipocrisia (Francesco Guccini)
Alla fine della baldoria c'era nell'aria un silenzio strano
qualcuno ragliava con meno boria e qualcun altro grugniva piano.
Alle sfilate degli stilisti si trasgrediva con meno allegria
ed in quei visi sazi e stravisti pulsava un'ombra di malattia.
Un artigiano di scoop forzati scrisse che Weimar gi� si scorgeva
e fra biscotti sponsorizzati vidi un anchorman che piangeva
e poi la nebbia discese a banchi ed il barometro segn� tempesta
ci svegliammo pi� vecchi e stanchi, amaro in bocca, cerchio alla testa.
Il Mercoled� delle Ceneri ci confessarono bene o male
che la festa era ormai finita, � ormai lontano il Carnevale.
E proclamarono penitenza e in giro andarono col cilicio
ruttando austeri:" ci vuol pazienza, siempre adelante, ma con juicio ".
E fecero voti con faccia scaltra a Nostra Signora dell'Ipocrisia
perch� una mano lavasse l'altra, tutti colpevoli e cos� sia
e minacciosi ed un po' pregando incenso sparsero al loro dio
sempre accusando, sempre cercando il responsabile, non certo io.
La domenica di mezza Quaresima fu processione di etere di stato
dai puttanieri a diversi pollici, dai furbi del " chi ha dato, ha dato
".
Ed echeggiarono tutte le sere come rintocchi schioccanti a morto
Amen, Mea Culpa e Miserere, ma neanche un cane che sia risorto.
E i cavalieri di tigri a ore e i trombettieri senza ritegno
inamidarono un nuovo pudore, misero a lucido un nuovo sdegno
si andò alle prime con casto lusso e i quiz pagarono sobri milioni
e in pubblico si linciò il riflusso per farci ridiventare buoni.
Cos� domenica dopo domenica fu una stagione davvero cupa
quel lungo mese della quaresima rise la iena, ulul� la lupa,
stelle comete ed altri prodigi facilitarono le conversioni
mulini bianchi tornaron grigi, candidi agnelli certi ex leoni.
Soltanto i pochi che si incazzarono dissero che era l'usato passo
fatto dai soliti che ci marciavano per poi rimetterlo sempre l�, in
basso.
Poi tutto tacque, vinse ragione, si placò il cielo, si posò il mare,
solo qualcuno in resurrezione, piano, in silenzio, tornò a pensare.
Com'è triste tutto questo.
Com'è triste vedere questa signora vestita di verde negli occhi di tutti, tutti, tutti nel loro stupido egocentrismo, tutti pronti ad aprir bocca, a giudicare, tutti prontissimi quando la nobile signora chiama. Mi domando se sono io la sciocca che ancora credeva nella fiducia e nell'unione, oppure se la mia è solo tragica sfortuna, di quelle che si accaniscono, portano a incontrare esclusivamente quei pochi simpatici individui che ti creeranno problemi.
Chiedi umilmente perdono, oggi sono parecchio pessimista.
Peace&Love,
Lady Madonna
Alla fine della baldoria c'era nell'aria un silenzio strano
qualcuno ragliava con meno boria e qualcun altro grugniva piano.
Alle sfilate degli stilisti si trasgrediva con meno allegria
ed in quei visi sazi e stravisti pulsava un'ombra di malattia.
Un artigiano di scoop forzati scrisse che Weimar gi� si scorgeva
e fra biscotti sponsorizzati vidi un anchorman che piangeva
e poi la nebbia discese a banchi ed il barometro segn� tempesta
ci svegliammo pi� vecchi e stanchi, amaro in bocca, cerchio alla testa.
Il Mercoled� delle Ceneri ci confessarono bene o male
che la festa era ormai finita, � ormai lontano il Carnevale.
E proclamarono penitenza e in giro andarono col cilicio
ruttando austeri:" ci vuol pazienza, siempre adelante, ma con juicio ".
E fecero voti con faccia scaltra a Nostra Signora dell'Ipocrisia
perch� una mano lavasse l'altra, tutti colpevoli e cos� sia
e minacciosi ed un po' pregando incenso sparsero al loro dio
sempre accusando, sempre cercando il responsabile, non certo io.
La domenica di mezza Quaresima fu processione di etere di stato
dai puttanieri a diversi pollici, dai furbi del " chi ha dato, ha dato
".
Ed echeggiarono tutte le sere come rintocchi schioccanti a morto
Amen, Mea Culpa e Miserere, ma neanche un cane che sia risorto.
E i cavalieri di tigri a ore e i trombettieri senza ritegno
inamidarono un nuovo pudore, misero a lucido un nuovo sdegno
si andò alle prime con casto lusso e i quiz pagarono sobri milioni
e in pubblico si linciò il riflusso per farci ridiventare buoni.
Cos� domenica dopo domenica fu una stagione davvero cupa
quel lungo mese della quaresima rise la iena, ulul� la lupa,
stelle comete ed altri prodigi facilitarono le conversioni
mulini bianchi tornaron grigi, candidi agnelli certi ex leoni.
Soltanto i pochi che si incazzarono dissero che era l'usato passo
fatto dai soliti che ci marciavano per poi rimetterlo sempre l�, in
basso.
Poi tutto tacque, vinse ragione, si placò il cielo, si posò il mare,
solo qualcuno in resurrezione, piano, in silenzio, tornò a pensare.
Com'è triste tutto questo.
Com'è triste vedere questa signora vestita di verde negli occhi di tutti, tutti, tutti nel loro stupido egocentrismo, tutti pronti ad aprir bocca, a giudicare, tutti prontissimi quando la nobile signora chiama. Mi domando se sono io la sciocca che ancora credeva nella fiducia e nell'unione, oppure se la mia è solo tragica sfortuna, di quelle che si accaniscono, portano a incontrare esclusivamente quei pochi simpatici individui che ti creeranno problemi.
Chiedi umilmente perdono, oggi sono parecchio pessimista.
Peace&Love,
Lady Madonna
lunedì 25 gennaio 2010
Beat Generation

Forse sono un po', come dire, Beat Generation oggi.
Qui c'è qualcosa che non funziona, proprio per niente.
Non mi sembra che, a conti fatti, sia cambiato molto da come era il mondo prima; alla fine, ok, forse esteriormente parlando si. Minigonne, scollature, trucco, calze, capelli corti per le ragazze e lunghi per i ragazzi, la scuola che è, per così dire, "più libera".
Ma, anche se hanno cambiato nome, credo che i vecchi nemici di sempre siano ancora lì, solo che sotto diversa forma.
Non sono più i borghesotti conservatori di un tempo, adesso sono qualcoisa di molto più subdolo e strisciante, potente, difficile da ostacolare: adesso sono dei ragazzi normali, manovrati da adulti dalla mentalità rampantista,sono adolescenti morbosamente concentrati su sè stessi che non sanno più guardarsi attorno e reagire. Prima era più facile. Prima erano ragazzi schiacciati, repressi,arrabbiati,ma entusiasti del mondo, aperti a tutto ciò che di nuovo c'era da scoprire.
Adesso sono giovani rassegnati, attoniti, indifferenti, egoisti.
E sotto l'apparenza della libertà, della democrazia, dell'apertura mentale, c'è una società marcia come sempre, fatta delle stesse ipocrisie e degli stessi metodi: ma ora, ufficialmente,noi siamo liberi, abbiamo libertà di pensiero e di parola.
Quale libertà di parola?
Quante volte mi sono sentita dire "comunista di merda" dopo aver preso parte alle manifestazioni, l'anno scorso?
I pregiudizi sono gli stessi, e fondamentalmente non c'è nulla di diverso.
Ma loro, ai loro tempi, hanno avuto il coraggio di reagire, di ribellarsi: noi, sinceramente, lo troveremo mai quel coraggio?
Peace&Love,
Lady Madonna
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