Piccola parentesi a proposito delle "illuminazioni cosmiche", quelle che parlano della bellezza del mondo:
Ieri sera stavo tornando a casa dopo la classica giornata pesante passata senza alcun senso (e in più con un vaccino di mezzo, dunque il mio braccio sinistro non era poi così contento), in macchina coi miei genitori alle dieci e mezza, stanca, con le tempie pulsanti per il dolore, scontenta.
Ma poi, cosa piuttosto strana, è successo qualcosa.
Alla radio davano "house of rising sun", quella degli Eagle, che non sentivo da fin troppo tempo e a cui non pensavo da almeno cinque mesi.
Ho aperto il finestrino e ho guardato in su: c'era un cielo enorme, nerissimo, e le stelle bianche come lampadine tutte appese la in alto; e come cornice vedevo le fronde degli alberi che costeggiavano la strada. Era un cielo invernale di campagna. Non si vedeva alcuna luce se non quelle in lontananza, della città, col duomo appollaiato su in cima: e la musica mi è sembrato si scomponesse in mille frammenti duri come cristalli, e coresse a infrangersi contro il paesaggio ricoprendolo di una lucentezza più nuova e incredibilmente struggente.
Mi sono sentita così sollevata, così decisamente commossa, da dimenticarmi il mal di testa e la stanchezza.
Magia delle piccole cose.
Peace&Love,
Lady Madonna, piccola naturalista cresce
PS: La bella sensazione è svanita tutta stamattina. Come faccio a pensare a quanto sia bello il mondo, se la scuola si prende il mio tempo e lo spreme fino all'ultima goccia?
Ogni giorno mi imbatto in questo sottile paradosso, questo frenetico cercare tra la gente il bene supremo nel luccicare di vetrine o in uno spaventoso nulla, ansimante..ma se vivessimo per sempre,allora capiremmo?
Lady Madonna, children at your feet!
This is how I don't wanna be!
Informazioni personali
mercoledì 12 gennaio 2011
sabato 8 gennaio 2011
OPS...
Mio dio.
Sono mesi che non scrivo nulla, me ne rendo perfettamente conto, ogni giorno penso che si, è il momento giusto per scrivere su quel benedetto blog che mi aspetta insieme ai miei lettori inesistenti, eppure, eppure... eppure c'è sempre qualcosa che mi occupa, o meglio, che occupa la mia TESTA, il che è ben più grave che se occupasse le mani (cioè se fosse una difficoltà a livello pratico).
Ok.
Sono stati tre mesi infernali.
Quando qualcuno se ne va, sono sempre mesi infernali. E' infernale sentire la presenza/assenza che aleggia continuamente in ogni piccolo particolare, è infernale ripercorrere i momenti passati e ripensare a quelle lacrime e a quegli occhi stampati a fuoco nella memoria.... è infernale anche solo pronunciare quel nome, e tutto quello che il nome porta con sè.
Ma oggi è cambiato qualcosa, perchè finalmente, per quanto possa sembrarvi assurdo,qualcuno mi ha ascoltata raccontare tutta la storia davvero, cioè con il cuore e non con le orecchie: dopo mesi di silenzio, è stato come se nella mia testa si aprisse la confusione. Un baccano assordante, un rumore intenso che mi ricordava... il PRIMA. Tutto è parso come... più lontano, e meno orribile, e nello spazio bruciacchiato che un tempo era stato il posto dello scomparso si è riversato una sorta di tappabuchi, una cosa che credo di poter chiamare affetto! Affetto per A che mi è stata a sentire. Grazie. Sono una grandissima psicolabile ad avere uno scatto di vita come naturale conseguenza di quella semplice conversazione, ma è stato semplicemente il pezzo finale per completare il processo... di uscita. Usciamo da questo schifo.
Odierò tornare a scuola e vedere il vuoto.
Ma bisogna farlo. Non posso mollare così. Ho un attacco di tempra morale, e vi giuro che io di tempra morale ne possiedo, ma ultimamente se ne era andata in vacanza da qualche parte ai Caraibi (altrimenti non si spiega, no?).... però adesso è definitivamente tornata. Come direbbe L, un mio egregio compagni di scout: "ciao, bona!"
Perciò stasera mi metterò la minigonna, il rossetto viola e andrò a ballare. E cercherè di non pensare a lunedì, perchè in fondo rovinarsi la serata con pensieri mediocri è una mossa leggermente autolesionista.
Morale della favola, signori e signore: c'è sempre una via d'uscita.
...Ah, dimenticavo. A proposito di mediocrità. Forse era questo che mi mancava di V. Il suo sconfiggere la mediocrità con il paradosso, lo stesso paradosso sottile che io vedo e che lui sapeva trasformare in parole. Ma posso benissimo farlo da sola, grazie.
Ora vi lascio, ma giuro, stavolta giuro seriamente, che scriverò con continuità e che scriverò cose interessanti. Diciamo che questa è una lettera di scuse.
Peace&Love
Lady Madonna, il Ritorno dopo il Buio!
Sono mesi che non scrivo nulla, me ne rendo perfettamente conto, ogni giorno penso che si, è il momento giusto per scrivere su quel benedetto blog che mi aspetta insieme ai miei lettori inesistenti, eppure, eppure... eppure c'è sempre qualcosa che mi occupa, o meglio, che occupa la mia TESTA, il che è ben più grave che se occupasse le mani (cioè se fosse una difficoltà a livello pratico).
Ok.
Sono stati tre mesi infernali.
Quando qualcuno se ne va, sono sempre mesi infernali. E' infernale sentire la presenza/assenza che aleggia continuamente in ogni piccolo particolare, è infernale ripercorrere i momenti passati e ripensare a quelle lacrime e a quegli occhi stampati a fuoco nella memoria.... è infernale anche solo pronunciare quel nome, e tutto quello che il nome porta con sè.
Ma oggi è cambiato qualcosa, perchè finalmente, per quanto possa sembrarvi assurdo,qualcuno mi ha ascoltata raccontare tutta la storia davvero, cioè con il cuore e non con le orecchie: dopo mesi di silenzio, è stato come se nella mia testa si aprisse la confusione. Un baccano assordante, un rumore intenso che mi ricordava... il PRIMA. Tutto è parso come... più lontano, e meno orribile, e nello spazio bruciacchiato che un tempo era stato il posto dello scomparso si è riversato una sorta di tappabuchi, una cosa che credo di poter chiamare affetto! Affetto per A che mi è stata a sentire. Grazie. Sono una grandissima psicolabile ad avere uno scatto di vita come naturale conseguenza di quella semplice conversazione, ma è stato semplicemente il pezzo finale per completare il processo... di uscita. Usciamo da questo schifo.
Odierò tornare a scuola e vedere il vuoto.
Ma bisogna farlo. Non posso mollare così. Ho un attacco di tempra morale, e vi giuro che io di tempra morale ne possiedo, ma ultimamente se ne era andata in vacanza da qualche parte ai Caraibi (altrimenti non si spiega, no?).... però adesso è definitivamente tornata. Come direbbe L, un mio egregio compagni di scout: "ciao, bona!"
Perciò stasera mi metterò la minigonna, il rossetto viola e andrò a ballare. E cercherè di non pensare a lunedì, perchè in fondo rovinarsi la serata con pensieri mediocri è una mossa leggermente autolesionista.
Morale della favola, signori e signore: c'è sempre una via d'uscita.
...Ah, dimenticavo. A proposito di mediocrità. Forse era questo che mi mancava di V. Il suo sconfiggere la mediocrità con il paradosso, lo stesso paradosso sottile che io vedo e che lui sapeva trasformare in parole. Ma posso benissimo farlo da sola, grazie.
Ora vi lascio, ma giuro, stavolta giuro seriamente, che scriverò con continuità e che scriverò cose interessanti. Diciamo che questa è una lettera di scuse.
Peace&Love
Lady Madonna, il Ritorno dopo il Buio!
giovedì 16 settembre 2010
Si ricomincia.

Si ricomincia. Con fatica, con tante, troppe ore di scuola, un rientro messo a caso, una chimica e una matematica che non vanno affatto giù e che rivedrò con tutta probabilità a settembre.
Si ricomincia con i compagni, le risate un po' malinconiche, T e L che fanno le imitazioni, M che disegna sul banco col pennarello indelebile e V che fa casino per dieci. Le piccole antipatie e le cose non dette.
Si ricomincia a bere mediocrità.
Eppure, in un certo senso, sono contenta.
V mi ha chiesto: -A quando la prossima manifestazione?-
Probabilmente non sortirà alcun effetto, ma credo che ne valga la pena. Non voglio che mi rovinino anche quest'anno, per "risparmiare".
Peace&Love,
Lady Madonna
domenica 5 settembre 2010
La Nausea di vivere
La Nausea di vivere di Sartre è dovuta al disgusto profondo per l'esistenza. Lui trova che tutta questa esistenza sia....troppa, strabordante, triste, eccessiva. Pessima. E non trova senso a tutto questo. In effetti non credo che il senso ci sia. La differenza fra me e Sartre è che io la Nausea ce l'ho senza essere schifata dall'esistenza. Anzi, vi dirò, io trovo che l'esistenza sia incredibilmente bella e interessante, e piena di opportunità nonostante la sua mancanza di significato: eppure, eppure, eccomi qua a pensare a questa Nausea. Io credo che la Nausea sia un grazioso misto fra lo Spleen di Baudelaire e la vuotezza dell'esistenza stessa. Quando la si sente vuota, si è anche disgustati dalla vita. Noia e Nausea: che belle paroline! E che bella compagnia per questi ultimi giorni di vacanza!
Come trovare una soluzione, se si è soli?
Se non ci si può rifugiare negli altri, cosa bisogna fare allora?
Io credo che l'unico modo per venirne fuori sia passare il periodo di staticità. E' lo stare con le mani in mano a uccidermi. Io voglio fare moltissime cose, di cui tre quarti richiedono la maggiore età e il restante quarto mi è comunque impedito: dunque, ecco la soluzione profilarsi all'orizzonte. Se sono obbligata da forze più prepotenti a non far nulla, tanto vale prepararsi alla futura libertà.
Quindi, da adesso sono in fase "work in progresso": l'unica missione è riempirsi gli occhi del mondo che ci circonda. E imparare tanto, tantissimi, più che si può. Libri, libri, libri; e anche esperienze, per quel che è possibile.
Per essere un giorno proprio, per citare i miei amati Beatles, "Free as a bird"!
Peace&Love,
Lady Madonna
Come trovare una soluzione, se si è soli?
Se non ci si può rifugiare negli altri, cosa bisogna fare allora?
Io credo che l'unico modo per venirne fuori sia passare il periodo di staticità. E' lo stare con le mani in mano a uccidermi. Io voglio fare moltissime cose, di cui tre quarti richiedono la maggiore età e il restante quarto mi è comunque impedito: dunque, ecco la soluzione profilarsi all'orizzonte. Se sono obbligata da forze più prepotenti a non far nulla, tanto vale prepararsi alla futura libertà.
Quindi, da adesso sono in fase "work in progresso": l'unica missione è riempirsi gli occhi del mondo che ci circonda. E imparare tanto, tantissimi, più che si può. Libri, libri, libri; e anche esperienze, per quel che è possibile.
Per essere un giorno proprio, per citare i miei amati Beatles, "Free as a bird"!
Peace&Love,
Lady Madonna
martedì 10 agosto 2010
martedì 6 luglio 2010
Il ritorno xD
Ebbene si, dopo tanto tempo rieccomi qui a scrivere!
Scusa, mio inesistente pubblico, per questo lungo silenzio.
Per riassumere a tuo beneficio come la sottoscritta ha trascorso gli ultimi due mesi,ti dirò che la scuola è finita. Il che sarebbe un bene, ma ho notato un piccolo, indisponente particolare legato a ciò: mi annoio a morte. Non so più cosa fare. Passo le mattine dormendo vergognosamente, e i pomeriggi sciogliendomi dal caldo. Tutti i miei barlumi di speranza sono le serate a San Giorgio e i giovedì (qui fanno un bel mercatino)
Per onorare l'esordio di queste splendide serate, che da qui in poi diventano pressoche continue, voglio fornire allo stimabile pubblico una dilettevole descrizione di come si diverte la gioventù alternativa delle Marche (perchè odia la discoteca, mica per altro).
Dunque, è mia opinione che la gente vada in discoteca perchè cerca, senza alcun dubbio, una sorta di.. senso di condivisione e unione. Durante i miei giovani anni di ingenuità, seguivo le mie amichette in discoteca per sentirmi parte di qualcosa, di quella parte di mondo viva e pulsante (e sudata, aggiungere. La percezione del sè si annulla, si è un tutt'uno con gli altri. Piccolo inconveniente: la discoteca crea una mera illusione di di condivisione. Cosa si ha davvero in comune con quella gente? Non li si ha mai conosciuti, non ci si ha mai parlato, non si saprà mai nulla di loro. Ci si ritrova ammucchiati, così. Senza motivo.
La differenza quando siamo noi ad andare a una "serata", cioè solitamente quando suona un gruppo di amici nostri molto molto bravi che fa musica molto molto bella (De Andrè, Battiato, Rino Gaetano ecc.), è che c'è un senso di condivisione molto più reale. Si conosce bene o male di vista tutti i presenti. E poi sono certa, sicura, che se quella gente balla li al mio fianco, ha molto in comune con me. Se balla "Cohiba" con me, vuol dire che siamo molto simili, più di quanto possa sembrare. Nella musica c'è molto, a unire le persone. Non si può ballare canzoni del genere senza condividerne le idee. E io mi sento in mezzo a tanti fratelli.
Come suona poetico, vero?
Sabato sera io e Anna abbiamo passato due ore e oltre, fin quasi alle due del mattino, sfiatandoci e ridendo in maniera a dir la verità un po' isterica. Ci siamo ritrovati tuti, gli universitari reduci dagli esami (il che ha comportato un bell'abbraccio collettivo), i maturandi (tra cui una depressissima che non ha voluto dirci perchè) e noi altri piccoli.
Che bello essere tornati alla solita estate.
La prossima volta che scriverò sarà certamente una volta tornata dalla Spagna, e credo che sarà qualcosa di più interessante di questo discorso manco scritto tanto bene.
Ah, beh.
Peace&Love,
Lady Madonna
Scusa, mio inesistente pubblico, per questo lungo silenzio.
Per riassumere a tuo beneficio come la sottoscritta ha trascorso gli ultimi due mesi,ti dirò che la scuola è finita. Il che sarebbe un bene, ma ho notato un piccolo, indisponente particolare legato a ciò: mi annoio a morte. Non so più cosa fare. Passo le mattine dormendo vergognosamente, e i pomeriggi sciogliendomi dal caldo. Tutti i miei barlumi di speranza sono le serate a San Giorgio e i giovedì (qui fanno un bel mercatino)
Per onorare l'esordio di queste splendide serate, che da qui in poi diventano pressoche continue, voglio fornire allo stimabile pubblico una dilettevole descrizione di come si diverte la gioventù alternativa delle Marche (perchè odia la discoteca, mica per altro).
Dunque, è mia opinione che la gente vada in discoteca perchè cerca, senza alcun dubbio, una sorta di.. senso di condivisione e unione. Durante i miei giovani anni di ingenuità, seguivo le mie amichette in discoteca per sentirmi parte di qualcosa, di quella parte di mondo viva e pulsante (e sudata, aggiungere. La percezione del sè si annulla, si è un tutt'uno con gli altri. Piccolo inconveniente: la discoteca crea una mera illusione di di condivisione. Cosa si ha davvero in comune con quella gente? Non li si ha mai conosciuti, non ci si ha mai parlato, non si saprà mai nulla di loro. Ci si ritrova ammucchiati, così. Senza motivo.
La differenza quando siamo noi ad andare a una "serata", cioè solitamente quando suona un gruppo di amici nostri molto molto bravi che fa musica molto molto bella (De Andrè, Battiato, Rino Gaetano ecc.), è che c'è un senso di condivisione molto più reale. Si conosce bene o male di vista tutti i presenti. E poi sono certa, sicura, che se quella gente balla li al mio fianco, ha molto in comune con me. Se balla "Cohiba" con me, vuol dire che siamo molto simili, più di quanto possa sembrare. Nella musica c'è molto, a unire le persone. Non si può ballare canzoni del genere senza condividerne le idee. E io mi sento in mezzo a tanti fratelli.
Come suona poetico, vero?
Sabato sera io e Anna abbiamo passato due ore e oltre, fin quasi alle due del mattino, sfiatandoci e ridendo in maniera a dir la verità un po' isterica. Ci siamo ritrovati tuti, gli universitari reduci dagli esami (il che ha comportato un bell'abbraccio collettivo), i maturandi (tra cui una depressissima che non ha voluto dirci perchè) e noi altri piccoli.
Che bello essere tornati alla solita estate.
La prossima volta che scriverò sarà certamente una volta tornata dalla Spagna, e credo che sarà qualcosa di più interessante di questo discorso manco scritto tanto bene.
Ah, beh.
Peace&Love,
Lady Madonna
martedì 11 maggio 2010
Ha mai pensato al moto rotatorio della matita?

Routine.
Giorno dopo giorno, passano i minuti, le ore.
Le cose sono sempre le stesse.
Solita, rassicurante, noiosa routine.
L'unica piccola controindicazione della suddetta rutine è che, come ho avuto modo di constatare ultimamente,tende ad avere lo spiacevole effetto di attutire le mie percezioni.
Oddio, non intendo tatto, gusto, udito ecc., quanto le percezioni più profonde.
Mano a mano, sembra che la quotidianità impedisca di vedere le piccole cose. I particolari, insomma.
Non posso fare a meno di pensare che un mese fa camminavo davanti alla scuola, e guardavo a terra; nulla di strano, una cosa che faccio da anni senza quasi rendermene conto. Ma, all'improvviso, è successa una cosa inaspettata: sull'asfalto, disegnato da un probabilme bastoncino cissà quanto tempo fa, c'era un simbolo dello ying e yiang, inciso proprio ai piedi di uno degli alberi ornamentali. Ci credereste? Due anni e io non me ne ero mai accorta. Una cosa così carina era lì da chissà quanto tempo, ed io ero così presa nella routine da non vederla neanche passandoci sopra. Stavo per mettermi a piangere, per quanto mi sentivo in colpa.
Non so se questo è un effetto che subisco solo io oppure è comune a tutti.
Comunque ho deciso che non devo lasciarmi abbindolare: da un po' di tempo a questa parte credo di essere riuscita, se non a evitare, almeno a notare gli effetti della quotidianità. E cerco di evitarli.
L'altro ieri V. mi ha detto sottovoce, durante l'ora di inglese:
-Hai mai pensato al moto rotatorio della matita?-
Io:- In che senso?-
V.:- Quando la fai girare, e disegni un cerchio. E magari giri anche con il piede, così, per accompagnarla. Non è bellissimo?-
Poi, dopo qualche secondo, si è messo le mani nei capelli esclamando:
-Oddio, non ho nulla a cui pensare, vero?-
Però aveva ragione. Non avevo mai pensato al moto rotatorio della matita. E facevo male, perchè è vero che è bellissimo, magari accompagnato dal piede che gira anche lui.
Peace&Love,
Lady Madonna
Iscriviti a:
Post (Atom)